E alla faccia dell’amore, dei sentimenti e dei valori.
C’è stato un tempo nel quale la verginità era un valore, qualcosa da prezioso da portare in dote, un gioiello da regalare all’amato a suggello dell’amore.
Successivamente e ai tempi della rivoluzione sessuale fu concepita come un peso, qualcosa di cui liberarsi, ma c’era un ragione: l’emancipazione femminile e un nuovo ruolo della donna.
In questo caso l’offerta e la trattativa non è molto diversa, se non nei numeri, dalla dinamica che avviene lungo i marciapiedi tra povere ragazze sfruttate e bavosi vecchi.
Ed è questo che auguriamo alla prode Raffaella: un vecchio, ricco satiro. Una persona della quale, per quanto possa lavarsi, sentirà e porterà con sé il sudore e il respiro.
Auguroni alla nuova milionaria.
Massimo Bencivenga