 Quella di Sandro Bondi, uno dei componenti della Sacra Trimurti, alla guida del “Motore Azzurro” del Pdl, potrebbe essere la prossima testa a cadere dopo quella del ministro, ormai ex, Claudio Scajola. Per quale motivo? Il Ministero dei Beni Culturali è solo all’apparenza un ministero di serie B, in realtà intorno al ministero stesso si muovono tanti e tali soldi che è difficile immaginarli e quantificarli, e si muovono grosso modo con la stessa metodologia usata da Bertolaso e per la banda “gelatinosa” di Anemone, Balducci e compagnia.
D’altra parte spesso, con decreti d’urgenza, le catastrofi e gli eventi culturali sono stati accomunati, in quanto in entrambi i casi detta procedura era propedeutica ad una gestione meno democratica e più clientelare degli appalti milionari. Il ministero dei Beni Culturali, retto dal fido Sandro Bondi, finanzia tante cose, le prime di teatro come i film (do you remember Lorenzo Balducci?), ed ha la gestione del grandissimo patrimonio culturale italiano, gestione affidata, non senza qualche obiezione sollevata al grido “una cosa sono i panini, un’altra la cultura” dal critico d’arte ed ex Rettore della Normale Salvatore Settis, all’ex uomo McDonald’s Italia Mario Resca. Delle critiche di Salvatore Settis, uomo di cultura, non si curò Sandro Bondi che, pur spacciandosi per uomo di cultura, pare componga poesie, tra la Cultura e gli ordini del capo, scelse, of course, Silvio Berlusconi.
Se Berlusconi si separa dalla moglie, Sandro Bondi lo imita. Ha lasciato la moglie, con figlio, e si è fidanzato con Manuela Repetti, che ha provveduto a far diventare parlamentare, dopotutto è uno dei coordinatori. E si permise anche di essere uno dei promotori del Family Day. Dal lato sentimentale lo scorso anno venne fuori una pugliese (anche in questo caso guarda un po’ una pugliese come Patrizia D’Addario), Maria Gabriella Genisi ,casalinga e scrittrice, che in un suo libro “Il pesce rosso non abita più qui!” sembra tratteggiare una laison, una love story tra la stessa autrice e Sandro Bondi. Ma torniamo a Bondi ed ai Beni Culturali. Beni culturali che sono attenzionati, per la loro prodigalità, dalla Corte dei Conti, e questo nonostante il ministero abbia preso in organico Marina Giuseppone, figlia di un altro magistrato della Corte dei Conti, Salvatore Nastasi, anche lui figlio di un giudice della magistratura contabile, Enrica Laterza, e fidanzato della figlia di Gianni Minoli che è, allo stesso tempo, la nipote di Ettore Bernabei, grand commis di Stato e uomo dell’Opus Dei; e nonostante in organico ci sia anche Paolo Peluffo, responsabile stampa al Quirinale con Carlo Azeglio Ciampi Presidente e consigliere della Corte dei Conti.
Tra i consulenti più o meno fissi del ministero, stipendiati con i soldi dei contribuenti, figura anche l’archeologa Elena Francesca Ghedini, sorella di Nicolò Ghedini.
La scorsa settimana è stata una settimana duretta per il Ministro Sandro Bondi. In primo luogo, più superficiale, per la sua assenza al Festival di Cannes in virtù della presenza del film Draquila che a suo avviso getta fango sull’opera meritoria, sempre a suo avviso, del Governo in Abruzzo. E qui arriva la mazzata. Perché in Abruzzo si è tenuto il G8 che fu spostato da La Maddalena.
Il ministro Sandro Bondi ha affidato la direzione dei lavori di restauro degli Uffizi, un museo importante anche il turismo, a Riccardo Miccichè, un giovane ingegnere siciliano con il pallino delle erbe medicinali e delle acconciature. Riccardo Miccichè era, insieme al cognato di Guido Bertolaso, l’ing. Francesco Piermarini, il “rappresentante della struttura” del G8 alla Maddalena.
Ed eccolo qui un possibile legame con la cricca di Guido Bertolaso, del terremoto e del G8, anche se Sandro Bondi ha detto “non c’entro nulla coi faccendieri”. Excusatio non petita..
Forse il meglio deve ancora venire. Già perché sempre Sandro Bondi nominò un po’ di tempo fa Marcello Fiori commissario delegato per l’emergenza dell’area archeologica di Pompei.
La parola EMERGENZA vi ricorda qualcosa? Bingo! PROTEZIONE CIVILE.
Marcello Fiori è stato, dal 2001 al 2006, Direttore Generale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile ed ha lavorato gomito a gomito con Guido Bertolaso nell’organizzazione del Giubileo del 2000; Guido Bertolaso come capo della Protezione Civile e Marcello Fiori come Vice Capo di Gabinetto del Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, dal 1997 al 2000.
Ed ecco un altro possibile legame tra Sandro Bondi e la cricca della Protezione Civile.
Marcello Fiori è sempre rimasto in contatto con Guido Bertolaso.
Marcello Fiori e Guido Bertolaso, Guido Bertolaso e i costruttori Diego Anemone & Co, Marcello Fiori e Sandro Bondi.
Se a tutto ciò aggiungiamo per contorno gli uomini del fu Gianni Baget Bozzo, di Niccolò Ghedini e di Marcello Dell’Utri in posti chiave e di consulenza nel Ministero dei beni Culturali, viene fuori dal quadretto un warning grande come una casa per il ministro Sandro Bondi? Un uomo che quasi piangeva il giorno che Gianfranco Fini si alzò e tolse la parola al suo padrone, cioè volevo dire al capo dell’esecutivo, al Premier Silvio Berlusconi.
Massimo Bencivenga
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