 Mai come in questa edizione la casa del Grande Fratello, la domus più spiata d’Italia, l’icona della scopofilia italica, più che una dimora sembra essere un porto di mare, con l’ormeggiatore Alberto a dirigere il traffico e la movimentazione merci. Quest’anno, ad un certo punto, ha fatto il suo ingresso nella casa un sedicente, da non confondersi con seducente, nobile, editore ed esperto di Marketing. Quarti, o altre frazioni, di nobiltà avevano già messo piede nei reality del passato, incarnati nelle persone, e nel sangue, del conte Filippo Nardi (Gf2) e del discendente di Papa Pacelli, Ascanio (Gf4), lo zerbino di Katia.
Tommaso de Mottoni y Palacios è uscito dal gioco, per volere del sovrano televoto, lunedì scorso dopo essersi reso non poco antipatico con la sua dieta, la sua saccenza, il suo continuo denigrare gli altri e ricordare il suo lignaggio, la sua schiatta e così via. Avete capito insomma. Solo che, ai tempi di internet, è molto difficile mentire. O mentire a lungo. Girando un po’ per i meandri della rete mi sono imbattuto in un articoletto riguardante il nostro amico dal sangue blu su un sito che inizia tratteggiandolo così.
Noi, dell’occupazione del novembre 1994 al Liceo Galilei, ce lo ricordiamo bene. Egli continuava a ripetere, anche tramite una storica lettera di suo pugno pubblicata dal Piccolo, che tutta la scuola era infestata di magliette e bandiere del “Checheguara“. Egli era contrario all’occupazione della scuola da parte dei comunisti. Noi gli spiegavamo che no, che non era vero, che la nostra era un’occupazione apartitica e che noi non eravamo comunisti. E che, soprattutto, doveva smetterla di storpiare “Checheguara” per indicare el nuestro comandante Che Guevara. L’anno scolastico 1994-1995 fu sfortunato per lui ma anche per il liceo scientifico di via Mameli che ne rimase orfano. A giugno infatti Tommaso De Mottoni concluse la sua partecipazione al Grande Fratello Liceo Galilei con una sonora eliminazione bocciatura. Troppi picconi e Tommaso de Mottoni y Palacios si affidò a una scuola privata della città per proseguire la sua formazione. Oggi, grazie al fato e a Dio per chi ci crede, ci ritroviamo Tommaso non come compagno collega di scuola, ma come vedette del vero Grande Fratello televisivo. A quanto ci risulta, è il primo triestino e corregionale che partecipa al beneamato reality di media-seth. Possiamo così aggiornare la biografia di De Mottoni y Palacios, un filo reciso e solo oggi ricongiunto grazie ai mezzi del villain anche di allora, Silvio Berlusconi. Si ricordi, per converso, come già al Galilei il nostro nobiluomo triestino idolatrava l’avanzo di balera.
E infierisce ancora con
“ci racconta che l’aristocratico giuliano possiede un titolo della Nottingham Trent University, la stessa università britannica che erogava i titoli dei famigerati corsi della italianissima European School of Economics - un ateneo privato passato alle cronache per la dubbia qualità e le rette astronomiche. Ancora, Canale5 ci informa che De Mottoni pratica “l’allevamento di tartarughe con anomalie genetiche” (Ninja Turtles? go paura). Tommaso dichiara di partecipare al GF per “alzarne i toni”.
Che altro dire. Ah, eccovi il link http://bora.la/2009/02/17/tommaso-de-mottoni-ritorna-nelle-nostre-vite-al-grande-fratello/
Massimo Bencivenga |