
In un precedente post avevo messo in evidenza come le scelte politiche degli ultimi anni avessero, in parte o meno, fatto scendere le quotazioni della nostra diplomazia; capirete da soli che è difficile avere lo stesso rapporto, contemporaneamente, con Libia, Russia e Usa. Adesso è successo che, nel momento in cui, per la prima volta credo, un alto funzionario della Farnesina è diventato Ministro, un piccolo caso di nome Mario Vattani è scoppiato alla già detta Farnesina. Cosa è successo, e chi è Mario Vattani? Mario Vattani, console italiano a Osaka (da Luglio 2011), nonché figlio d’arte essendo il virgulto di Umberto, diplomatico di lungo corso, è altresì il cantante del gruppo fascio-rock “Sotto fascia semplice”. Il gruppo canta canzoni che inneggiano alla Repubblica di Salò e alla bandiera nera. Lo scorso Dicembre, i giornali hanno riportato e pubblicato la notizia che il gruppo ed il frontman Vattani (il nome d’arte dovrebbe essere Katanga) si sono esibiti lo scorso maggio in un raduno di Casa Pound. Ora, esistono eccome, in giro, gruppi rock d’ispirazione fascista (non mi piace usare il termine nazifascist), il problema è un altro.
E’ tollerabile un simile comportamento da parte di un rappresentante dello Stato Italiano all’Estero?
E’ possibile tollerare dirigenti e diplomatici double face, persone che di giorno giurano sulla Costituzione e di notte se la mettono sotto i piedi?
Evidentemente no, tanto che il ministro Giulio Terzi di Sant'Agata lo ha deferito alla commissione disciplinare del ministero degli esteri.
I sindacati sono sul piede di guerra e chiedono di “procedere con la massima severità” e, già che ci sono, chiedono di dare una spulciatina al curriculum di Mario Vattani. Va detto che l’Anpi, la principale associazione dei partigiani, ne ha chiesto la immediata rimozione. In rete si dice che Vattani, diventato un diplomatico nel 1991, la passione per la musica l’ha sempre avuta, avendo incominciato a cantare in un gruppo chiamato Intolleranza.
Gli vengono attribuite frequentazioni con Gianluca Iannone, voce degli Zeta Zero Alfa e uno dei creatori di Casa Pound.
Di certo conosce bene Gianni Alemanno che lo volle, strappandolo al ruolo di console italiano al Il Cairo, con sé come suo consigliere diplomatico durante le cariche di Ministro delle Politiche Agricole e di sindaco.
Il padre, Umberto, è stato per due volte Segretario Generale del Ministero degli Esteri.
Forse ha messo in imbarazzo anche il paparino. Forse.
Massimo Bencivenga
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