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Indiani perdonateci, se potete...

Il mondo del profitto non potrebbe pagare le sue scorie...

Una sentenza destinata a far scalpore quella del risarcimento (l'equivalente di 5000 euro) che il governo canadese corrisponderà ai pellerossa nativi del luogo.

Un risarcimento motivato dalla perdita d’identità e delle tradizioni, una perdita non indolore.

Nessuno saprà mai il numero preciso dei pellerossa morti negli “istituti rieducativi” gestiti in massima parte da religiosi cristiani, di ogni foggia e credo.

Sono in tanti i pellerossa che giurano di aver subito sevizie o di aver visto morire compagni e amici in quei labirinti del terrore.

Il modo in cui un istituto religioso arriva a somigliare in modo impressionante e vivido alla tetra “Escuela de Mecánica”, l’antro degli orrori della dittatura argentina, è qualcosa su cui varrebbe la pena riflettere e soffermarsi un po', ma non è questo il momento... 

Il primo ministro canadese, Stephen Harper, ha chiesto scusa al capo indiano, Phil Fontaine, nome francofono ma copricapo di piume d'ordinanza, che siedeva, e siede, in parlamento. Scuse accettate con la dignità propria di un capotribù pellerossa.

Si chiude, forse, un cerchio iniziato secoli fa e fatto di terre strappate con il sangue e il fuoco e, nei casi più aberranti, diffondendo il vaiolo; una parabola di parole rimangiate e trattati non rispettati, di accordi estorti con l’inganno delle parole e la forza delle armi.

L’epica degli scontri non è solo Little Big Horn e il settimo cavalleggeri del ten.colonnello (non era generale) Custer, ma anche la marcia della disperazione di popoli che si spostavano, a forza o per necessità, lasciando ogni volta dietro di sé un pezzo della loro identità e della loro storia.

Ci sono state tribù, un esempio per tutte i Seminole, che sono state sterminate ma non si sono piegate.

Chi ha accettato una nuova collocazione facendosi irretire dalla promesse di una pacifica convivenza si è trovato confinato in lager chiamati riserve.

Inglobati ed estranei al destino dell’america, un bubbone da circoscrivere e sopportare a fronte del profitto.

L’uomo bianco ha vinto, l’uomo bianco ha avuto la sua America.

Sul piano economico una vittoria schiacciante, un’apocalisse su quello umano...

Stante così le cose sarebbe logico aspettarsi una reazione simile anche dai governatori del texas, dell'Arizona e della California e di tanti altri stati..

Mi pongo una domanda...

E i popoli dell'africa? Gli Indios? E tutti quelli cacciati a forza dai bianchi cattolici e civili?

La questione divertente è che il popolo del profitto, i bianchi, sono pessimi amministratori.

Il nostro impero è in passivo.

Perchè?

Abbiamo 5000 euro per i 2,7 miliardi di persone che vivono con meno di due euro al giorno?

No... 

                                                                               Massimo Bencivenga

 

 

 

 

 

 
 
 
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