Gli attacchi di panico fanno bene
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Gli attacchi di panico fanno bene

L'attacco di panico, pur terribile e debilitante, va visto come un tentativo di..

Gli attacchi di panico fanno bene

La prima volta arriva un fulmine a ciel sereno.

Palpitazioni galoppanti, cuore in gola, tremori, dispnea, affanno respiratorio, sensazione di soffocamento, dolore al petto, formicolio o torpore in qualche distretto corporeo, orripilazione, sudorazione fredda, brividi, vampate di calore, vedere o tutto nero o la luce che diviene abbagliante, vertigini, nausea, diarrea e incoercibile spinta a urinare, sensazione di vuoto alla testa e di sbandamento, senso di svenimento, derealizzazione (cioè: senso di perdita del contatto con la realtà), depersonalizzazione (cioè: senso di perdita del contatto con se stessi), paura di perdere il controllo o di impazzire: sensazione di stare, davvero, per morire.



Sono queste le sintomatologie generiche che contraddistinguono gli attacchi di panico.
In realtà non è corretto neanche parlare di  “la prima volta arriva un fulmine a ciel sereno” in quanto lo scatenarsi di un attacco di panico e la risultante di un disagio strisciante che, in non rari casi, per anni ha scavato un solco malevolo nella serenità e nella felicità del soggetto colpito dall’attacco di panico. L’attacco di panico è, in altre parole, la classica goccia che fa traboccare un vaso.
Chi ha avuto un attacco di panico in quei momenti ha pensato davvero di morire e da quel momento si comincia a vivere con l’angoscia della prossima volta, del prossimo attacco di panico.
Da queste premesse si può ben intuire che l’attacco di panico è fortemente debilitante per la serenità e la psicologia di chi ne è affetto ed,  essendo il corpo umano in insieme sistemico più che sistematico, i segni di tale malessere non tarderanno a passare al livello fisico, ecco spiegato il motivo per il quale nella quasi totalità dei casi le persone depresse sono anche cagionevoli di salute.
Verrebbe da dire che i latini la sapevano lunga quando dicevano “mens sana in corpore sano”.
Per tale motto vale anche il viceversa. Ho parlato di depressione perché, se non curato, una persona soggetta ad attacchi di panico diventa una persona depressa. Essendo l’attacco di panico un problema psicologico la genesi va ricercata nelle emozioni.
Emozioni viene dal latino e movere, che significa smuovere, portare da dentro a fuori, muovere a. Sono le emozioni quindi che ci muovono.
Tutti i problemi psicologici sono intimamente legati alle emozioni. O meglio, a come noi viviamo tali emozioni, come le elaboriamo e quale “strascico” lasciano dietro di noi.

La paura è un’emozione primaria, possiamo dire che ci ha aiutato a diventare quello che siamo; nondimeno dinanzi ad un identico problema alcune persone vengono spronate ad agire dalla paura mentre altre sono paralizzate.
Secondo voi le persone per le quali la paura è paralizzante avranno una vita serena ed appagante?

La buona notizia è che il meraviglioso “sistema uomo” ha un unico obiettivo: la felicità psicofisica della persona.

In tale ottica l’attacco di panico, e il suo cugino stretto, l’attacco d’ansia, altro non sono che delle spie, dei campanelli d’allarme.
In altre parole questi disagi sono un warning.
La nostra mente e il nostro corpo ci stanno avvertendo che c’è qualcosa che va nella nostra vita. Una nuvola di infelicità si sta addensando su di noi.
Dobbiamo cambiare rotta.
Gli attacchi di panico fanno bene. Gli attacchi di panico ci dicono che qualcosa nel nostro equilibrio emozionale non va, e che siamo ancora in tempo a cambiare. Anzi che dobbiamo farlo.
La spirale negativa può essere invertita in spirale positiva ma dobbiamo agire. Subito.
Molte volte il primo passo è il più faticoso. Consiste nel riconoscere il problema e chiedere aiuto.
Accanto alla medicina tradizionale che cura attraverso ansiolitici e antidepressivi esistono cure alternative che spesso ottengono risultati anche migliori.
La kinesiologia e l’agopuntura danno ottimi risultati con meno effetti collaterali, mentre sempre più spesso emergono nuovi guru che miscelano varie teorie e tecniche che sfociano in teorie nuove tutte accomunate da un approccio “antico”: quello legato alle emozioni e a come le abbiamo vissute. Anche l'ipnosi in alcuni casi è utilissima.
Il mondo globalizzato e sempre più frenetico fa spesso mancare delle preziose ancore cui appoggiarsi.
E soprattutto il mondo moderno sta facendo perdere agli uomini la capacità di ascolto. E’ questo il vero segreto.
L’ascolto delle proprie emozioni e il coraggio di esternarle.
Non bisogna aver paura della paura. E dall’infelicità che dobbiamo fuggire.

                                                                  Massimo  Bencivenga

 
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