Alle Politiche italiane del 2013 perderÓ l'Europa
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Alle Politiche italiane del 2013 perderÓ l'Europa

Tutti diranno di aver vinto o, perlomeno, tenuto; ma a vincere davvero saranno i partiti euroscettici.

Alle Politiche italiane del 2013 perderÓ l'Europa

 

Tra una settimana ci saranno le elezioni politiche del 2013. I sondaggi sono fermi già da una decina di giorni e tra qualche giorno ci sarà anche il silenzio elettorale.

Due cose che francamente non mi vanno affatto giù. Il silenzio elettorale in particolar modo, una legge concepita nel ’56 (con le ovvie modifiche) che può essere facilmente aggirata con telefonate, email, social e così via.
Il rischio concreto, se non la si toglie del tutto, è che la legge possa danneggiare maggiormente chi la rispetta, a tutto vantaggio di qualcuno più smart che, usando meglio la Rete, si fa campagna elettorale anche durante i giorni elettorali.
Ma lasciamo perdere la legge, con questo post intendevo porre in evidenza un’altra cosa.

Se provassimo a unire le percentuali di voto del Pd e della coalizione guidata dall’ex Premier Mario Monti con buona probabilità non si raggiungerebbe il 50%. E i partiti guidati da Monti e Bersani sono gli unici, senza se e senza ma, a non avere tentennamenti o derive anti-Europa.


Insomma, in Italia, vada come vada, a essere sconfitta sarà sicuramente la visione di una Italia Europea. Il partito di Vendola vede l’Europa come il fumo negli occhi, in analogia, incredibilmente, con i partiti della destra estrema. Il Pdl sino a poco tempo fa non era così antieuropeista, e al suo interno ci sono persone che non lo sono affatto, ma la linea di Berlusconi è quella di cavalcare il malcontento di cittadini vessati da una Europa che sembra oggi più lontana e aliena di quella stessa Europa per la quale facemmo dei sacrifici e per la quale sottoscrivemmo, nel 1997, il Trattato di Amsterdam.

La Lega Nord, che pure ha un certo peso elettorale, da sempre è stata euroscettica. Così come euroscettico è il M5S, la vera sorpresa delle Politiche 2013.

La sensazione generale è però che questa Europa, con queste regole e con le relative scappatoie non piaccia quasi a nessuno; l’impressione è che sarebbe buona norma non provare a replicare in Italia il Referendum sull’Europa che Cameron ha indetto per la Gran Bretagna. Referendum che dovrebbe tenersi però non prima del 2017.

Insomma, una Europa con diverse marce, con diversi livelli di retribuzione, con diverse fiscalità, con finanziamenti diversi e così via non piace e nessuno. Sarà mica il caso di provare a implementare nuove regole? 

Massimo Bencivenga  

 

 
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