La calda estate di Enrico Letta
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La calda estate di Enrico Letta

Dopo mesi di attesa (di cosa, poi?) l'esecutivo si trova a dover gestire una serie di emergenze e di spiacevoli situazioni. Nei prossimi mesi si vedrÓ se Letta ha le stimmate del leader o se dovrÓ passare la mano

La calda estate di Enrico Letta

Dopo circa due mesi a non far quasi nulla, se non a dire che non c’è più tempo, bisogna fare in fretta, il Governo Letta potrebbe, da qui alla fine di Luglio, cadere (ipotesi peggiore perché si tornerebbe a votare con vituperato Porcellum che si dimostrerebbe più resiliente di una Salamandra) o perdere gran parte della spinta propositiva e propulsiva. Una serie di situazioni critiche stanno mettendo Letta e i suoi con le spalle al muro.

Sul fronte della tenuta della maggioranza ci sono almeno due nodi:

La sentenza su Berlusconi. L’uomo di Arcore con una mano butta benzina sul fuoco, con un'altra sembra dare via libera ai Falchi affinchè spaventino chi di dovere su ciò che succederebbe in caso di condanna. Urge allora un piano B. Che fare in caso di condanna? Grazia? Leggina ad hoc? Negoziare un appoggio in cambio di qualcos’altro?

L’Affaire Kazaco. Su questa vicenda, onestamente, non mi pronuncerò molto, perché non la conosco bene. Intanto un Civil Servant come Giuseppe Procaccini, capo di Gabinetto di Alfano, s’è dimesso. Ma sarebbe pensabile un Pdl alleato di Governo con Berlusconi condannato e Alfano, suo delfino, costretto alle dimissioni? Venerdì si voterà la fiducia su Alfano. No Alfano, no Governo verrebbe da dire.

E magari, presto o tardi, sempre per l’affaire kazaco, potrebbe trovarsi nella buriana anche Emma Bonino.

Il Governo, come se non bastasse, si ri-trova a guardare a vista uno spread che sembra di nuovo puntare a quota 300 e a smentire l’eventualità di una prossima manovra che sarebbe perlopiù da addebitare a una crescita reale minore di quella stimata. Stime, va detto, che dal 2008 in poi son sempre state disattese al ribasso.

Con queste grane appare poca cosa l’ennesima sparata di Calderoli e il tour europeo di Renzi, che comunque qualche mal di pancia nel gattopardiano Pd l’ha fatto venire. Ah, il Pd non è più il primo partito, a sentire i sondaggi. Del resto i delusi del Pd son sempre più delusi da un governare che tira a campare, che non fa alcuna riforma, con la crescente sensazione che a menare le danze siano quelli del Pdl. Alla luce di ciò è così sorprendente il calo di consensi?

E poi c’è l’inizio dell’iter legislativo del decreto sul lavoro del ministro Giovannini. Partenza che in realtà è stata una falsa partenza, dal momento che tanto è stato rinviato a Settembre. Insomma, la voglia di andare in vacanza e di allontanarsi per un po’ dalle insidie di questa “alleanza contro natura” c’è eccome. Ed è tanta. Ma come svignarsela con imprenditori che si uccidono, che devono chiudere per 37mila euro di debiti quando gli stessi sono in credito con lo Stato per un milione?

Insomma, per Enrico Letta si prospetta una estate calda, talmente calda che potrebbe anche diventare radioattiva e disintegrare le sue voglie future.

Staremo a vedere.

 

Massimo Bencivenga

 
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