Calcolare la disoccupazione con il tasso di marginalità del lavoro
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Calcolare la disoccupazione con il tasso di marginalità del lavoro

Sulla questione della disoccupazione in Italia si danno i numeri. Letteralmente

Calcolare la disoccupazione con il tasso di marginalità del lavoro

Mentre Bankitalia e il Ministero dell'Economia, continuano a stimare la disoccupazione, in Italia il mercato del lavoro è ancora in crisi. Anche i dati Istat sembrano censire una disoccupazione che non è reale.
Ad ottobre 2010, con un comunicato stampa, il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, aveva spiegato che "sebbene il numero degli inattivi presenti nel nostro Paese sia rimasto pressocché stabile negli ultimi decenni, dall’avvento della crisi ad oggi, coloro che hanno deciso di non cercare più attivamente un lavoro sono cresciuti in maniera molto decisa".
Aggiungendo che "negli ultimi due anni sono fuoriuscite dalla categoria delle forze di lavoro oltre 528.500 persone che, di conseguenza, non vengono più classificate come occupate o in cerca di occupazione". Ciò significa che il tasso di disoccupazione calcolato dalle statistiche ufficiali è attualmente inferiore a quello reale". I dati, quindi, sono stati aggiornati dalla CGIA di Mestre, stimando il tasso di marginalità dal lavoro.

Sono stati sommati ai disoccupati reali, quelli che hanno smesso di cercare un lavoro. Con questo indicatore, la CGIA ha calcolato che in Campania, la disoccupazione reale, ad ottobre, era "al 20,1% (5,8 punti in più rispetto al dato ufficiale calcolato dall’Istat), in Puglia al 17,5% (+4), in Calabria al 17,3% (+ 5,7) e in Sicilia al 16,8% (+1,8).

Nel Mezzogiorno il dato medio si attesta al 17,2%. A livello nazionale, invece, si colloca al 10,2%: quasi 2 punti in più rispetto al dato ufficiale calcolato dall’Istat". Più di 2.621.000 disoccupati, 528.592 in più rispetto ai dati Istat.

Fra parzialmente occupati, disoccupati, inattivi e inoccupati, il governo italiano è rimasto per molti mesi senza un ministro per lo Sviluppo Economico. Dopo le dimissioni dell'ex ministro Scajola, che doveva trovare chi gli aveva pagato, a sua insaputa, il suo appartamento a Roma, il Ministero per lo Sviluppo Economico è stato preso da Silvio Berlusconi, che lo ha offerto a Luca Cordero di Montezemolo, Emma Marcegaglia e Raffaele Bonanni. Hanno tutti e tre rifiutato!

Un ministero che pur avendo numerose funzioni economiche, non ha avuto aspiranti, fino alla nomina, dopo più di 70 giorni di incarico ad interim del premier, del ministro Paolo Romani.

Ma l'Italia è ancora in crisi, e non ha alcun tipo di sviluppo economico. Dagli ultimi dati Ocse, il livello di disoccupazione giovanile è ancora più alto. In tre anni, molte imprese hanno chiuso, si sono persi posti di lavoro, la disoccupazione in Italia è raddoppiata.

E al governo si è votata la fiducia.

Siamo davvero nel paese delle banane?

Marco Rimo

 
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