La Brembo delocalizza, e poi è il consumatore ad ammazzare il Made in Italy
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La Brembo delocalizza, e poi è il consumatore ad ammazzare il Made in Italy

Mentre il ministero dello sviluppo e vacante, e mentre si affaccia un nome nuovo, Nucara, come stampella di berlusconi, non accenna a fermarsi l'emorragia di imprese che..

La Brembo delocalizza, e poi è il consumatore ad ammazzare il Made in Italy

La Brembo scappa per convenienza, forse avrei dovuto dire de localizza, ad Ostrava, nella Repubblica Ceca. Mentre scrivo il post il nuovo Ministro allo Sviluppo Economico ancora non è stato nominato, anche se il probabile, il fido Paolo Romani sembra aver già operato uno di quegli illusionismo pro Silvio che tanto piacciano al Boss; una vicenda, quella del nuovo ministro che sta assumendo i contorni della farsa con Berlusconi che risponde “la settimana prossima” alle domande.
Una scenetta alla Totò, con il principe De Curtis che immancabilmente, giorno dopo giorno, diceva al cameriere, dopo aver consumato, “la pagherò domani”.
Mentre scrivo il post altri due parlamentari hanno avuto il loro momento di gloria: il milanese Giorgio Clelio Stracquadanio e il calabrese Francesco Nucara 

Il lombardo ha candidamente affermato che “E’ assolutamente legittimo che ognuno di noi utilizzi quel che ha, l’intelligenza o la bellezza che siano”, subito qualcuno gli ha dato del pappone leggendo nelle sue parole una istigazione alla prostituzione ed una scusante alla Papi-mania.
Vescovi di Santa Romana Chiesa Cattolica e Apostolica dove siete?

Se ci siete dite qualcosa di religioso, cristiano, cattolico ed etico.
O preferite solo le riunioni ad alto livello, con leader e banchieri centrali, in casa di giornalisti?
Francesco Nucara, esponente del partito repubblicano, invece annuncia la nascita di un nuovo gruppo-stampella per Berlusconi, solo che non sa in quanti saranno, chi saranno e se ci saranno dei transfughi di Futuro e Libertà, non sembra sapere molto, ma millanta.
Welcome aboard Francesco Nucara, benvenuto nel club dei Denis Verdini e delle Michela Vittoria Brambilla.
Il boss ama questi prestidigitatori.
Magari a questo gruppo verrà offerto un sottosegretario allo sviluppo economico o un consigliere nei cda di Enel, Eni e Finmeccanica?
Mentre, dicevo, in piena crisi e senza una guida in un ministero cruciale, si discute di bellezza e transfughi, un’altro storico marchio italiano delocalizza nei paesi una volta d’oltrecortina.
Nel comunicato si legge che “A regime il nuovo impianto fatturerà 55 milioni l'anno. L'azienda bergamasca entra così nel grande mercato mid-premium. Già definiti alcuni progetti con Land Rover, Audi, General Motors e Bmw”.

 

 

 

La Brembo è una bella realtà italiana ed internazionale nella produzione di impianti frenanti ad alte prestazioni per veicoli, con particolare riferimento al settore auto e moto; Porsche, Ferrari e Lamborghini nelle auto, Moto Guzzi, Ducati e MV Agusta nelle moto si servono della qualità e della ricerca Brembo negli impianti frenanti.

Così come tanti altri marchi e brand.

Va da sé che se vanno a produrre nella Repubblica Ceca, presto o tardi, chiuderanno qualcosa in Italia, con conseguenti licenziamenti e cassa integrazioni per chi resta in Italia. Il presidente Alberto Bombassei è uno degli uomini forti di Confindustria.
Ora, un imprenditore ha l’obbligo di contenere i costi e massimizzare i ricavi; ergo come dar torto a chi delocalizza nell’Est Europa o in Cina?
I Capitani d’Industria fanno il loro lavoro, anche se non di rado gli stessi si presentano al Governo con il cappello in una mano (aiuti, finanziamenti, etc) ed il coltello nell’altra (chiusura, cassa integrazione, delocalizzazione, etc).

E’ la politica che non fa il proprio di lavoro non mettendo un qualche argine a questa emoraggia che, basta vedere anche il caso Fiat, rischia di svuotare l’Italia e di mettere in ginocchio l’Italia.
Gli economisti neoliberisti vedono come il fumo negli occhi ogni qualsivoglia tentativo di difesa (protezionismo, nazionalizzazione, etc) come oltremodo deleterio all’attuale situazione; come invece lo status quo o il laisser faire al mercato possa far migliorare la situazione rimane misterioso per me.

John Maynard Keynes lo profetizzò quando disse che in assenza di regolatori la domanda aggregata non può che cedere. Detto brutalmente se lasciamo fare al mercato la sperequazione tra ricchi e poveri non può che aumentare.

E’ piaciuto a tutti “l’operaio polacco” profugo post comunista? E adesso paghiamone le conseguenze.

Un’ultima considerazione. Perché se un imprenditore delocalizza è detto lungimirante, quando non illuminato mentre il consumatore che compra dai cinesi uccide il Made in Italy? Quante famiglie e speranze (mutui che non potranno più essere onorati, figli che non potranno studiare, etc..) ammazza l’illuminato che delocalizza?


     

 
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