La Cina, per il bene dell'economia mondiale, deve consumare di più
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La Cina, per il bene dell'economia mondiale, deve consumare di più

E ciò significa dare più potere di acquisto a chi sta in basso nella scala sociale

La Cina, per il bene dell'economia mondiale, deve consumare di più

 

Minxin Pei, sulle pagine di l’Espresso, ha tracciato un quadro economico della Cina, cercando anche di mettere in relazione la stessa tigre asiatica con il resto del mondo.
Ebbene, nei mesi di Aprile e Maggio la produzione industriale è stata del 9,4%, la metà delle performances fatte nell’ultimo decennio e 25% in meno rispetto allo stesso periodo nel 2011.

Dopo l’India, anche la Cina sembra rallentare, l’incremento dell’uso di energia elettrica in Aprile ha fatto segnare un +3,7%, anche qui dimezzando i normali ritmi. Il governo sta cercando di non far passare le stime al ribasso.

Tra i motivi del rallentamento c’è sicuramente la riduzione della domanda europea di beni prodotti in Cina, per un decennio le esportazioni sono cresciute al ritmo del 20%, adesso la stima è poco sotto la metà.

 

 

Se a ciò andiamo a sommare che gli investimenti nell’edilizia e in infrastrutture hanno provocato una bolla e crediti inesigibili (sono già tanti gli appartamenti invenduti), allora si capisce che il governo dovrà fare qualcosa. Ha dalla sua il vantaggio di essere un regime monopartitico, ma ciò non significa che non sarà punito dalla popolazione qualora la prosperità dovesse arrestarsi.

Potrebbe svalutare la moneta e rilanciare le esportazioni, certo, ma una simile mossa non sarebbe ben vista dai partner commerciali europei e statunitensi, che, semmai, chiedono alla Cina di importare di più. Altri investimenti massicci potrebbero dare un po’ di respiro, ma a lungo andare le cose potrebbero anche peggiorare, dal momento che il debito pubblico cinese non è quello “pubblicizzato” al 25%, bensi qualcosa di ben più sostanzioso compreso tra il 70-80% del Pil.

Una via sensata sarebbe quella di favorire il consumo interno, le famiglie cinesi contribuiscono solo al 35% del Pil, ma si scontra con una dura realtà.

Gli ultimi gradini della scala sociale non spendono chissà per quale ragione o capriccio: non spendono perché non hanno i soldi.

Pechino per stimolare i consumi privati ha opzioni quali: ridurre le tasse, aumentare i salari o incrementare la spesa sociale.

La più semplice, e più indolore per l’economia tutta, sarebbe quella di aumentare i salari, ma l’elite al potere non sembra sentirci da quel lato, perché significherebbe meno soldi per gli oligarchi, che a queste latitudini chiamano principi o piranha, e per i loro accoliti.

Ma il mondo avrebbe bisogno di più cinesi con più potere d’acquisto.

Massimo Bencivenga

 

 
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