Barack Obama, tre anni dopo. Cosa aveva promesso, cosa ha fatto?
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Barack Obama, tre anni dopo. Cosa aveva promesso, cosa ha fatto?

Tre anni da Presidente degli Stati Uniti d'America, Obama inizia l'anno che lo porterà alle elezioni ed alla rielezione. Ma cosa ha fatto Obama in questi tre anni?

Barack Obama, tre anni dopo. Cosa aveva promesso, cosa ha fatto?

 

Tre anni fa un nero, e meno canuto, Barack Obama s’insediava alla Casa Bianca, lo fece con un discorso che, ne siamo sicuri, verrà ricordato a lungo. Obama rappresentava una discontinuità decisa con le due amministrazioni Bush.

Tre anni fa l’audacia della Speranza si insediava alla Casa Bianca come primo Presidente nero degli Stati Uniti d’America, incarnando la realizzazione della rincorsa dei neri. A tal riguardo giova ricordare che lui iniziò la sua campagna elettorale dal monumento a Lincoln, il presidente che abolì la schivitù.

Ma era anche il presidente degli intellettuali sinistroidi, dei professoroni che non ne potevano più dell’arroganza e dell’ignoranza della banda di Bush.

Era il presidente dei giovani, il presidente Facebook e Twitter. Era, last but not least, anche il presidente di parte della nobiltà Wasp (White Anglo-Saxon Protestant) che tanto decide e pesa in America.

Era il presidente che doveva (avrebbe dovuto) fronteggiare la fresca crisi subprime.

Era non solo il presidente nero, ma anche quello verde per le promesse di incentivi alla green economy.

 

 

A distanza di tre anni cosa troviamo? In primis un presidente anatra zoppa (s’intende con il termine un presidente che non ha la maggioranza in almeno una delle camere. Magari qualcuno aveva pensato che anatra zoppa fosse il nome con cui i cherokee o gli apache indicano Obama) e con qualche capello in più.

Troviamo una America in declino, gente sfrattata, mutui non pagati, disoccupazione in ascesa, forte sperequazione, perlomeno per gli standard a stelle e strisce, della ricchezza.
Nessun presidente in carica è mai stato rieletto con una simile percentuale di disoccupazione.

Sul fronte sanitario ha abbozzato una riforma alla camomilla e che partirà tra qualche anno. Forse. Per quanto riguarda l’ambiente è stato un disastro. E non pensate alla marea nera al largo della Florida, su quella, figuriamoci, non ha colpe. Ma il summit di Copenhagen? Poteva fare di più? Certo, Mark Hertsgaard non manca mai di sottolineare, sul suo seguitissimo blog, che il Presidente Obama, per quanto riguarda il clima, poteva e doveva fare di più.
E Mark Hertsgaard è uno che lo ha sostenuto e votato. Ricordo le parole del leader boliviano, Evo Morales, a Copenhagen quando disse: “Obama non è come Bush. E’ peggio!”.

Ma, come disse una volta Mario Matthew Cuomo, si sa la campagna elettorale la si fa in poesia ma si governa in prosa. Obama è un discendente del poeta Ralph Waldo Emerson.

Ha mantenuto la promessa, come non ha mancato di far notare la first lady, dell’Iraq; anche se, in tutta onesta, si può parlare di vittoria? Io dico di no!

Tra mille polemiche ha portato l’America via dall’Iraq, ma ha incrementato la presenza militare in Afghanistan. Ha litigato con numerosi generali, Stanley McChrystal, un uomo tutto d’un pezzo diede le dimissioni e Obama lo sostituì con David Petraeus, il generale preferito dei repubblicani, uno che in tempio non sospetti noi di sullanotizia.com demmo in forte ascesa. Adesso mi sento di dire che David Petraeus, attualmente direttore della CIA (Central Intelligence Agency), potrebbe essere un futuro, formidabile candidato presidenziale.

E poi c’è la questione di Osama.

Anche la moglie sembra avere un bel caratterino, in America dicono che i due capi di gabinetto dimissionari (Emanuel Rahm e William Daley) si siano allontanati per divergenze con Michelle Obama.

In tutto ciò, con molta probabilità, Barack Obama sarà rieletto a Novembre, anche se non avrà il consenso del 2008 dal momento che una certa disillusione ha preso anche i sostenitori democrat più entusiasti.

 

Massimo Bencivenga

 

 

 

 
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