Le radici esoteriche dell'ISIS
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Le radici esoteriche dell'ISIS

L'ISIS non ama gli sciiti e nemmeno gli alaouiti. Perché?

Le radici esoteriche dell'ISIS

Andiamo un po’ a parlare oggi di ISIS o dell’ISIL, acronimo inglese che sta a indicare lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante). Questa organizzazione, chiamiamola così, è prepotentemente entrate nelle nostre vite per via delle sanguinarie esecuzioni e degli atti di terrorismo funzionali, a sentire loro, a restaurare il Califfato.

Occhio ai nomi, perché hanno sempre una loro valenza nella loro essenza e simbologia. Il termine Califfo viene da Khilafa, un termine che si presta ai significati di successione e di luogotenenza.
Il Califfo sarebbe il luogotenente in terra di Maometto, che avrebbe il compito di assicurare e difendere la Umma l’unione politica dei musulmani.

Nata nel 2004, grosso modo, come costola di Al-Quaida, l’ISIS s’è ben presto trovato in disaccordo con Al-Quaida distaccandosene pochi anni dopo. Al Quaida, dal canto suo, ha ferocemente stigmatizzato e ripudiato l’ISIS nel 2013, quando Ayman al-Zawahiri disconoscendo l’ISIS/ISIL ha dichiarato, nel mentre della guerra civile siriana, il sostegno agli islamisti antigovernativi di Al-Nusra.

Non pochi storici arrivano però a vedere nel moderno movimento dell’ISIS qualcosa che parte da lontano, dai tempi del Mahdi Muhammad Ahmed. Muhammad Ahmed era un sudanese che aveva studiato in una tariqa Sufi. Ora, gli insegnamenti Sufi sono l’equivalente cristiano di una confraternita esoterica.

Per molti quindi, seguendo questo filo, L’ISIS/ISIL avrebbe si una visione islamica, ma di tipo esoterica. Cosa voglio dire? Passiamo al mondo cattolico e cristiano. Ci sono movimenti che, pur seguendo la Bibbia, se ne discostano in maniera decisa, come possono fare ad esempio i Mormoni, i millenaristi e così via. Mentre ben diverso sarebbe il discorso per i Testimoni di Geova. 

Gli insegnamenti e di Muhammad Ahmed, che poi fu chiamato il Mahdi (il ben guidato), fomentarono e guidarono la prima sollevazione dei musulmani contro l’Impero Inglese, come ben riporta anche in un libro Winston Churchill. Il Mahdi condusse la prima Jihad contro il volere degli Ulema che non lo ritenevano l’investito anche per via delle sue teorie non conformi e contaminate dal sufismo. Ad ogni modo, il Mahdi, avanzò di vittoria in vittoria sino alla celebre presa di Khartoum.

Il movimento del Mahdi, in piena congruenza con quello dell’ISIS è orientato a diffondere due conflitti: uno esterno, contro gli inglesi prima e contro gli occidentali oggi; e uno interno, con le varie etnie e confessioni musulmane. Con il fine ultimo di imporre la Mahdiyah, l’Apocalisse.

Non va infine sottovalutato, ai fini di considerare le radici esoteriche dell’ISIS che questa organizzazione ha riscritto, in qualche caso in maniera molto radicale, le regole della Shari’ah, come non va sottovalutato il fatto che l’organo online del movimento si chiama Dabiq, dal nome della località vicino Aleppo in Siria dove ci svolgerà lo scontro finale tra il Mahdi e Al-Daijal, il bugiardo, l’avversario, insomma l’anticristo.

La riscruttura della Shari’ah ha portato l’introduzione di novità aliene al Corano, ma funzionali alla lotta politica, legittimando le stesse come rivelate al fondatore dell’ISIS/ISIL dal Profeta stesso. Posizione che sono in qualche caso una singolare commistione di esasperato richiamo alle tradizioni e di istanze riformatrici. Con l’introduzione dell’Ijtihad si fornisce al musulmano la possibilità di interpretare il Corano, sulla falsariga del luteranesimo e del calvinismo,  che spiega l’avversione di sunniti e sciiti per l’ISIS/ISIL, ma fornisce uno scopo millenaristico-messianico-escatologico a migliaia di musulmani. In particolare a quelle popolazioni che aspettano il nuovo Mahdi. E parlo delle popolazioni del Sudan, del sud della Libia, nel crocevia tra Libia, Mali e Ciad, in Siria, in Iraq, nel Turkmenistan. L’esoterista Renè Guenon si spinse oltre, arrivando a ipotizzare, nella sua Teoria delle sette torri del Diavolo, le aree di future frizioni politiche e religiose. Ebbene, in quasi tutte queste, con l’eccezione, per ora della Siberia, è più forte e radicato l’ISIS.

Ora, cercare di orientarsi in una Storia millenaria come quella islamica è compito arduo per chiunque. Scopo dell’articolo, e spero che sia passato, è quello di non cadere nell’errore di considerare l’ISIS come qualcosa di fondamentalista e già conosciuto. In parte lo è, visto che qualcuno ne ipotizza la genesi nel Sudan di fine 1800, ma il fatto che l’ISIS odi sommamente tanto gli sciiti quando gli alaouiti (una delle ali più morbide e moderate dell’Islam) deve far riflettere. Per questo post devo tanto al dottor Mariano Bizzarri dell’Università La Sapienza di Roma, che ha prodotto un bellissimo pezzo sulle radici esoteriche dell’ISIS/ISIL pubblicato sul mensile Storia in Rete di Ottobre. 

Gli eventuali errori e le interpretazioni fallaci sono esclusivamente mie.  

Chiudo con un paragone cristiano-cattolico (passatemi l’imprecisione).
L’ISIS sta all’Islam come una eventuale crociata cristiano-cattolica fosse guidata dai dettami e della confessione dei Mormoni.

 

Massimo Bencivenga 

 
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