La Grande Pacificazione e la Terza Repubblica
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La Grande Pacificazione e la Terza Repubblica

Ma la vera sfida è sempre quella: la ripresa economica

La Grande Pacificazione e la Terza Repubblica

L’assoluzione di Berlusconi in merito ai fatti di Ruby e la sostanziale tenuta (per ora) dell’alleanza Renzi-Berlusconi sigla di fatto la fine della Seconda Repubblica.

La sigla perché il 2014 potrebbe essere ricordato in seguito come l’anno della Grande Pacificazione.

Centrodestra e centrosinistra governano insieme (cosa impensabile nel 2001 non credete?); Berlusconi fa pace con i Giudici.

Adesso ditemi voi se questo anno non sarà importante come lo è stato il 1989 per il Mondo (la caduta del Muro, la spinta alla Globalizzazione e così via) o il 1992 per l’Italia (con la fine della Prima Repubblica travolta dagli scandali di Tangentopoli).

Riesce difficile, adesso, capire la portata, i vantaggi e gli svantaggi di una simile Pacificazione.

Ma tant’è, piaccia o no le contrapposizioni e i veleni, a livello parlamentare, sono quasi azzerate.

A livello parlamentare, perché la base degli elettori, perlomeno una parte consistente, vede come il fumo negli occhi questa cosa di governare con l’Uomo ritenuto responsabile dell’anomali Italia e con un esponente che, sia pure giovane, è democristiano dentro e sostenuto dagli odiati rossi.

Sia nel Pd che in FI i malumori non mancano, ma l’abbraccio Renzi-Berlusconi stritola di sicuro il NCD, che era importante governante Letta, e superfluo adesso. E forse anche in futuro, ammesso che ci sia per loro un futuro, perché la nuova Legge Elettorale, l’Italicum, quella che dovrebbe pensionare il Porcellum, ha come obiettivo anche quello di pensionare i piccoli partiti, i nanetti della politica che con il bipolarismo all’italiana.

L’assoluzione di Berlusconi in merito ai fatti di Ruby potrebbe anche far riavvicinare il mondo cattolico all’uomo di Arcore. Insomma tutti contenti e pronti a fare delle riforme incisive.

Ma sarà poi davvero così?

Il Senato ipotizzato dall’Italicum che ci sta a fare se non può votare FIDUCIA e BILANCIO. Il senato in sé non è il male, è un freno perché c’è una cattiva legge elettorale, non perché sia superfluo o del tutto inutile.

E poi, tolto il senato, l’economia ripartirà? Scetticismo a go-go anche su questo, e specialmente dopo i moniti della UE.

Le riforme costituzionali in atto sembrano mirare a conferire maggiori poteri al Premier.

Quando lo diceva Berlusconi era qualcosa di dittatoriale, adesso sembra una necessità per far funzionare le cose.

Ma funzioneranno davvero, o alla fine avremo solo allentato qualche contrappeso?

Staremo a vedere, perché niente è ancora passato, e da un giorno all’altro potrebbe anche rompersi il Patto del Nazareno.

La vera sfida  su lavoro e fisco, non su senato elettivo e non elettivo.
Se il paese non ripartirà, altro che pacificazione, sarà una guerra per bande del tutti contro tutti. Renzi questo lo sa, ed ecco perché ammicca anche al M5S.

 

Massimo Bencivenga 

 
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