La crisi politica e lo spread
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La crisi politica e lo spread

Come va lo spread ai tempi della condanna di Berlusconi? Molto bene, meglio dei due mesi senza Governo.

La crisi politica e lo spread

Uno penserebbe, dopo la condanna di Berlusconi e un Governo Letta mai così in impasse come adesso (non che stessero facendo granchè, ma perlomeno non era così a rischio la tenuta) di trovare come minimo lo spread a 400 punti e invece – sorpresa!!- lo spread è intorno a 250, in forte discesa dai giorni post elezioni, laddove si toccò quota 340 punti base, e anche al di sotto dei 275 punti del 24 Aprile, giorno dell’incarico a Enrico Letta. Senza contare che nel Luglio 2012, regnante Mario Monti, lo spread arrivò intorno ai 450. 

Verrebbe da dire: “Ma la stabilità politica conta o no per stò cavolo di spread?”
La risposta è complessa, articolata, niente affatto univoca perché l’economia è impropriamente detta scienza triste, in quanto non è affatto una scienza in senso stretto. 

Per qualcuno si tratta degli effetti dell’anestetico fornito dalla banche centrali, che stanno immettendo liquidità nei mercati. La Federal Reserve Usa ha iniettato sul mercato oltre 2.800 miliardi di dollari; soldi con tassi d'interessi molto bassi a foraggiando un po’ ovunque speculazioni finanziarie e creando bolle. Chi prende i soldi con tassi molto bassi investe un po’ ovunque e un po’ in tutto: BTp italiani compresi.

I dolori potrebbero venire qualora le banche centrali iniziassero a ridurre drasticamente la liquidità del sistema; per ciò che concerne gli States, la cosa non è affatto a breve termine: è stato deciso di tenere questa politica monetaria espansiva sin quando la disoccupazione non tornerà a livelli pre-crisi. E’ questa l’eredità, la legacy di Helicopter Ben Bernanke, ed è pensabile che il suo possibile successore (probabilmente Janet Yellen) non si discosterà. Non subito almeno.

Cosa farà l’Europa politicamente e la Bce come banca centrale? Copieranno le mosse Usa o vorranno avere una politica monetaria autonoma?

E l’Italia? Riuscirà a trovare la quadra consistente in una riduzione della pressione fiscale senza che la stessa vada a inficiare servizi già ridotti al lumicino? Difficile.

Ad ogni buon conto: chi vivrà vedrà!

 

Massimo Bencivenga 

 
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