Tamarreide, l’Odissea dei Reality
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Tamarreide, l’Odissea dei Reality

Ma sono tamarri questi? In cosa si distinguono dai partecipanti ad altri reality?

Tamarreide, l’Odissea dei Reality

Dopo il flop di Human Take Control, e mi dispiace che nel flop ci siano capitati anche due seri professionisti come la bella Rossella Brescia e il bravo Mago Forrest, pensavano che ormai la stagione dei reality fosse finita, che di reality si sarebbe ricominciato a parlare il prossimo autunno.
Così non è stato.

Voilà Tamarreide, che puzza da lontano, anche se non lo dicono, di Jersey Shore, un reality a stelle e strisce laddove otto italoamericani facevano a gara, su una spiaggia, nel dare il peggio di sé. Gli autori nostrani hanno tolto l’americano ed hanno scelto otto tamarri (che poi tamarri e coatti non sono, in quanto i tamarri, i coatti e i truzzi hanno ben altre caratteristiche), genuinamente italiani.

Questi qui sono i figaccioni palestrati e le siliconate che trovate in giro ai casting in cerca di una qualche sporadica, episodica e breve stagione in Tv; sono finiti qui, ma potevano benissimo atterrare al Grande Fratello (tamarre possono essere considerate in tal senso, non dispregiativo intendiamoci, le varie Floriana e Giordana), a La Pupa ed il Secchione (non si capisce perché una Marika sia più tamarra di una Nora Amile!) oppure a Uomini e Donne.

 

 

Bingo! Già, perché nello stretto intreccio dei reality di Mediaset può capitare che una ex di Uomini e Donne finisca a fare la tamarra.
E’ la sorte che è toccata a Angelica Alba, una formosa napoletana che era già stata da Maria De Filippi e a Miss Maglietta Bagnata.

C’è anche, ed è un altro trend abbastanza comune, il solito personaggio straricco o nobile decaduto (e non mi sto riferendo al recente caso del sedicente principe George Leonard!) questa volta incarnato nelle forme e nelle fattezze di Christiane Ambrosoli, il nome è come quello della Filangieri, il cognome come quello della maison del miele.

Bravi, avete capito, Christiane Ambrosoli è erede di quella società. Può essere tamarra una così? Certo che no. I tamarri, i coatti e i truzzi sono ben altra cosa, a volte anche più divertenti. Sia come sia la prima puntata è andata bene per quanto riguarda gli ascolti, qualcuno, pare, abbia già scopato (proprio la ricca ereditiera) e altre schermaglie, non si sa quanto veritiere, sono poste in essere.

Come la gelosia di Marika Baldini (foto), una che lo scorso anno con il suo calendario della Roma rivaleggiò e bene con quello della supertettona Marika Fruscio, nei confronti di Manuel Ribeca, un conterraneo del già citato principe George, spogliarellista e maestro di tennis.

La Codacons è in fermento perché giudica non educativo il reality, sono attese anche qualche rimostranze da parte di associazioni gay, il programma per alcuni è omofobico, e così via.

In attesa di altre, sconvolgenti rivelazioni per adesso, da Tamarreideland, è tutto.

E mi dispiace che a condurre un docu-reality del genere sia stata chiamata una come Fiammetta Cicogna.

 

Massimo Bencivenga

 
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